BIT 2017: gli incontri, la fiera, i momenti di formazione.

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Le vibrazioni, quelle belle, quelle che donano l’ispirazione che esplode al rientro. È così riassumibile la mia esperienza in BIT come supporto social al team Sicaniasc. Quest’anno la Borsa Internazionale del Turismo ha adottato una formula più fresca che al tempo stesso puntava sulla qualità, una nuova location più in sinergia con la città di Milano e un’attitudine molto più orientata al business. C’è voluto qualche giorno per metabolizzare il tutto. Migliaia d’incontri, più di 60.000 visitatori, 2.000 espositori e 1500 buyer provenienti da tutto il mondo e con essi nuovi spunti, trend da comprendere, opportunità e idee… non è poco!

In questo contesto si sono tenuti gli incontri di formazione firmata #RossoSicaniasc, realizzati con la collaborazione dei più noti esperti del settore turistico, e focalizzati sul concetto di innovazione:. i viaggiatori sono sempre più attenti e consapevoli,  riuscire a soddisfarli ed essere sempre al passo con i cambiamenti è la chiave per non soccombere. 

Pensando a come raccontarvi quello che ho ascoltato in questi giorni, ho pensato di ricondurre tutto a 4 step fondamentali: analizzare, pianificare, coinvolgere e convertire.

Primo step: analizzare.

Come ha più volte sottolineato Vito D’Amico, founder di Sicaniasc hospitality, tutto parte dall’ascolto dell'audience. Solo così si possono percepire esigenze, perplessità, trend in attesa di esplodere. Conoscere le mille sfaccettature dei viaggiatori oggi non è più così complicato. Luca Acri di Sysdat Turismo ha spiegato in maniera semplice un concetto che poteva sembrare a molti ostico, la Business Intelligence, ovvero l’applicazione dei dati alla gestione aziendale, per risparmiare tempo, rispondere velocemente ai cambiamenti del mercato e reagire con proattività. I dati, infatti “ci servono per non brancolare nel buio”, come ha detto Vito Boscarino, Co Founder di hotel2Guest. E soprattutto, come affermato da Martin Soler, Chief Marketing Officer di SnapShot, sfruttare al meglio la tecnologia vuol dire poter dedicare il nostro tempo a prenderci cura del cliente, ossia onorare il vero focus del concetto di ospitalità. 

 Vito Boscarino di h2G

Ascolto vuol dire anche monitoraggio della reputazione, come ha sottolineato Marzia Baislak, esperta di customer satisfaction, nel corso del suo intervento: nel passaggio al Web 2.0 la reputazione ha assunto un peso determinante, tanto che il 60% dei viaggiatori si fa guidare da essa nelle proprie scelte d’acquisto. Le persone si fanno un’opinione di noi nei primi 30 secondi del nostro incontro e non ci capiterà mai una seconda occasione per fare una buona impressione!

Secondo step: pianificare.

Grazie all’ascolto del mercato è possibile rendersi conto della nascita di nuovi segmenti, come il “Turismo Bleisure” di cui ha parlato Armando Travaglini, consulente e formatore di Digital Marketing Turistico. La distinzione tra viaggiatori “business” e “leisure” non è più così netta, c’è chi viaggia per lavoro ma non rinuncia a una visita alle attrazioni della città e ci sono i liberi professionisti che hanno bisogno di dedicare qualche momento della propria vacanza al lavoro. Magari è proprio questo il trend che il nostro hotel dovrebbe sfruttare. Ed è qui che viene fuori il motto di Gabriele Gneri, fondatore di Hotels Doctors: distinguiti per non estinguerti. E’ fondamentale capire cosa ci differenzia dagli altri, identificare la nostra Unique Selling Proposition, e offrire ai viaggiatori l’occasione di vivere un’esperienza coinvolgente e memorabile. Creare l'identità dell'hotel è fondamentale per attrarre la clientela giusta, come ha sottolineato anche Giorgio Occhipinti, di Daaa Haus. Imbocchiamo così la strada dell’ipersegmentazione e questa constatazione diventa già opportunità. Turismo di nicchia vuol dire competitività sul mercato: più offerte personalizzate si hanno, più si attraggono potenziali clienti. Non parliamo solo di ricettività ma di tutta l’offerta turistica, compresi i ristoranti, che, come ha detto Marzia Baislak, dovrebbero per primi imparare a specializzarsi. Non potevano mancare pillole di Revenue Management, non solo gestione dei profitti ma valore, tempo e quantità, come ha spiegato Enzo Aita, vicepresidente di RateGain. A chiudere il cerchio, si sono inseriti i preziosi suggerimenti di Vito Boscarino su come gestire i costi dell’azienda-hotel.

 Terzo step: coinvolgere.

Che non vuol dire solo Storytelling, parola abusata che solo Salvatore Russo poteva rendere ancora interessante e che Massimo Vichi ha ben sintetizzato in una frase “È vero Storytelling quando l'azienda vince il Nobel come attrice non protagonista”. Il punto è spostare l'attenzione dalle cose alle persone, come sottolineato da Antonio Maresca, consulente e docente di Web Marketing Turistico. “Raccontare” vuol dire passare dallo stereotipo alla valorizzazione delle specificità, come ha fatto Taranto nel suo progetto di Destination Marketing, presentato come case study da Cinzia Di Martino e Michela MazzottiNon poteva mancare la leva di promozione più discussa del momento: Influencer Marketing. La strategia consiste nel ricorrere a utenti social con un “grande” seguito e con una riconosciuta capacità di influenzare una certa tipologia di persone per amplificare l’esposizione mediatica della propria azienda. Se n’è parlato un po’ in tutte le sale e in tutte la salse, ma il punto in comune era chiaro: non sono importanti i numeri ma la qualità.

Quarto step: convertire.

Numerosi professionisti si sono espressi su questo tema, da Roberta Sandri di TravelClick che ha parlato della sempre attuale importanza dei canali GDS a Giovanni Moretto di Expedia che ha svelato alcune chiavi per ottimizzare la presenza sulla famosa piattaforma di prenotazione viaggi. Tema caldo: la disintermediazione.

disintermediazione e OTA

Come ha detto Marco Fabbroni, fondatore di Geco srl, fare vendite dirette non significa non avere costi. Tuttavia, esistono dei metodi efficaci per liberarsi dalla dipendenza delle OTA e “l’anziano digitale” Antonio Maresca li ha snocciolati uno dopo l’altro, puntando l’attenzione sull’importanza delle leve di differenziazione per “scegliere i propri clienti e non prendere tutto ciò che arriva”. 

La carrellata è stata lunga e sicuramente non esaustiva. Nessun articolo potrà mai restituirvi la sensazione di addentrarsi nel mondo del travel che questa edizione di BIT è riuscita a creare. L’iniezione di energia e ispirazione comincia a essere metabolizzata, adesso è tempo di sedimentare queste nuove consapevolezze e di approfondire i rapporti appena accennati con le persone che questo mondo lo vivono e lo animano. Chissà cosa vi racconterò il prossimo anno…

 

Federica Miceli

Social Media Strategist – Social Media Change

 

 

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